HIKE. FLY. REPEAT.

UN RACCONTO DI GIOVANNI GALLIZIA DA THE PILL #25
PHOTOS: ACHILLE MAURI

Autunno. Sulle cime attorno al lago di Como è la stagione per eccellenza dell’hike and fly.
Sali veloce. Vola. Ripeti.

EARLY BIRDS. La sveglia suona prima del solito, ma oggi ha un altro sapore. La città dorme ancora. Dalla finestra filtra la luce dei lampioni e un silenzio irreale per gli standard milanesi. Un rapido controllo allo zaino pronto da ieri; a quest’ora mi sembra eccessivo pretendere troppo dalle mie capacità cognitive. Con i semafori ancora lampeggianti sono sotto casa di Agostino senza nemmeno avere il tempo di accorgermi della leggera nebbiolina padana. Ci salutiamo senza una parola di troppo e siamo già sulla strada per Esino Lario, prima che a Milano si scateni l’inferno automobilistico moltiplicato dal blocco della circolazione. Per oggi i livelli di piemme dieci non sono affar nostro. Al contrario: mentre la città soffoca noi puntiamo direttamente alla fonte dell’ossigeno, duemila metri più in alto.

Le previsioni danno il meteo in cambiamento, e oggi potrebbe essere l’ultima occasione buona per fare hike and fly. Non è stato difficile convincere Ago a mollare lavoro e studio per andare sulle nostre montagne, salite e volate talmente tante volte da non contarle più, ma mai abbastanza. Ogni volta è un’avventura diversa, un sentiero diverso – se non direttamente fuori dai sentieri – alla ricerca di nuovi decolli e nuove prospettive di volo. Il programma prevede di macinare un pò di metri di dislivello e fiato con una doppia salita, prima il Grignone e poi la Grignetta, per scendere con il parapendio nelle prime luci della mattina e replicare il volo sul filo del tramonto.

Ogni volta è un’avventura diversa, un sentiero diverso, alla ricerca di nuovi decolli e nuove prospettive di volo.

SPEED HIKING. Cominciamo mettendo nel nostro obiettivo la cresta di Piancaformia – davanti a noi ci sono mille e duecento metri di salita fino alla vetta del Grignone, appena sopra il Rifugio Brioschi, a 2409 mslm. Partiamo nel bosco di faggi che sembriamo due fungaioli, le gambe risentono ancora della sveglia anticipata. Ma alla Bocchetta di Prada siamo già col fiato corto e le braccia che spingono sui bastoni – è difficile dire se sia più sintonia o emulazione, comunque stiamo spingendo, e la sensazione di energia è puro piacere. I primi raggi di sole completano il nostro risveglio e da lì in poi è tutto sudore e dislivello positivo. È notevole pensare quanto sia cambiato il modo di andare in montagna dall’arrivo dei parapendio leggeri e compatti, praticamente la differenza che passa tra il passo lento ma inesorabile di uno sherpa nepalese e la leggera velocità di un trail runner.

La salita al Grignone per il sentiero 19 sarà anche un classico, ma alle prime luci del giorno è un classico spettacolo, per giunta in esclusiva feriale. Sulla dorsale siamo solo noi e qualche camoscio che probabilmente avrebbe fatto anche a meno della nostra presenza. Saliamo agili, fermandoci a tratti per godere il panorama che il sole svela, illuminando le sfumature di fine stagione dei larici e faggi. È una delle cose che mi piace dello speed hiking: ti alleni, ti tieni in forma, ma non sei mai tanto in debito di ossigeno o troppo concentrato da perdere la lucidità per goderti la montagna che ti circonda.
Contro un cielo diventato blu elettrico sul lato in ombra cominciano ad occhieggiare le cime più alte delle guglie di roccia calcarea. Più lontano si intuiscono il solco del lago di Como, la Valsassina e le Orobie. Diritto sopra di noi ci aspetta la croce di vetta. I facili passaggi attrezzati rendono mai banale la salita. Ci beviamo gli ultimi tornanti sassosi spronandoci l’un l’altro, e siamo già in cima.

 

PRIMO VOLO. Ci riempiamo gli occhi del panorama a 360 gradi, e lo stomaco con un panino. Grazie all’attrezzatura compatta e all’abbigliamento traspirante che ci risparmia la necessità di un cambio, nello zaino c’è sempre spazio per qualcosa da mangiare. E un panino in amicizia dopo una salita a tuono è sempre il benvenuto.
Le nebbie mattutine in pianura si allungano come tentacoli nelle valli intorno a noi. Le cime più alte sono isole in questo mare. In lontananza il Monte Rosa, a nord il Legnone, le vette della Val Masino con alcuni dei nostri preferiti: il Pizzo Badile, il Cengalo, il Disgrazia e tutto lo spettacolo delle Orobie dominate in primo piano dal Pizzo dei Tre Signori. Poco più a sud la Grignetta, il nostro obiettivo pomeridiano. E laggiù, persa da qualche parte sotto la foschia padana, c’è Milano. Non potremmo essere più vicini e più lontani. Stendiamo le vele e ci prepariamo a lasciarci andare nell’aria frizzante del mattino per una planata fino all’Alpe Pialeral. Il decollo è piccolo, sassoso e impervio. Non so se abbiamo avuto una bella idea. Il margine di errore non è molto, la concentrazione è alta. Appena sento la brezza giusta tiro su la vela, un rapido controllo e con un passo nel vuoto sono subito in aria. Mi metto comodo nella selletta e mi godo il volo. L’autunno è la stagione dell’hike and fly per eccellenza. Le temperature fresche il giusto, i paesaggi magici, la montagna quasi deserta dopo l’affollamento estivo e le lievi brezze che accompagnano le planate.

Sopra le nuvole della pianura ci sentiamo tranquilli, spensierati, lontani dai problemi e dalle questioni quotidiane.

TRA LE GUGLIE. Il versante sud della Grignetta è una collezione di guglie che si alzano verticali verso il cielo di Ottobre. Qui è iniziata la leggenda dei Ragni di Lecco, di Dorn, Dones, Cassin. Per giunta, da qui nel pomeriggio si gode dell’ultimo sole e della vista più ampia sulla pianura padana. Quindi era scritto che questa fosse la destinazione per concludere la nostra giornata di hike and fly. Facciamo un trasferimento veloce al limite della corsa dal Pialeral al Pian dei Resinelli, e per gli 850 metri di dislivello che ci separano dalla vetta optiamo per una strada un po’ più lunga e articolata ma di massimo piacere. Facciamo tutto un taglio nel cuore della Grignetta, fra le sue guglie più note, fino alle pendici della Cresta Segantini. Da lì tagliamo nuovamente tutta la parete fino a raggiungere l’ultima parte della classica Cresta Cermenati. Se non c’è una difficoltà ce la andiamo a cercare, il quadricipite che canta e i passaggi fra le rocce sono il nostro premio. Ma oggi pomeriggio saliamo con più calma, godendoci il panorama e chiacchierando quando la pendenza lo permette.
Mentre giochiamo come bambini a esplorare nuovi pendii, in testa mi rimbalza una preoccupazione più adulta sulla fattibilità del decollo dalle pendici della Grignetta.

AL TRAMONTO. Arriviamo al decollo che il tramonto è già realtà. Il panorama ci imprigiona in silenzio prima di abbandonarci nell’aria sugli ultimi raggi di sole. Non c’è fretta di tornare a valle. Sopra le nuvole della pianura ci sentiamo tranquilli, spensierati, lontani dai problemi e dalle questioni quotidiane. Ce la godiamo ancora un poco, oggi abbiamo vissuto a un’altra altezza, in un’altra dimensione.
Preparo con cura il materiale e controllo la vela. L’area del decollo è piccola e per sfruttare quel poco di aria ho bisogno di una mano da Agostino e un paio di volontari presenti. Sento una leggera brezza, gonfio la vela, un passo e via. Volo tra le guglie, sopra la nebbia, tra i camosci, tra le pareti dove ci siamo arrampicati fin da bambini.
Anche oggi le montagne ci hanno lanciato il loro silente richiamo e noi abbiamo risposto. Un’ultima virata ad ammirare la Grignetta che scompare nell’ombra e docilmente atterro alle sue pendici. Arriva anche Agostino. Mi ricorda che Grignetta fa rima con birretta. No, non c’è fretta di tornare, prima un ultimo sorso di brezza d’autunno.

PILOTS: GIOVANNI GALLIZIA E AGOSTINO GHETTI
THANKS TO: SALEWA

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Con la Flex Mid GTX Salewa ripropone la specialità dello speed hiking fuori stagione, passando facilmente dalle condizioni autunnali a quelle invernali. Speed Hiking, ovvero tutto ciò che va oltre il semplice trail running, racchiuso in una calzatura che sfrutta tutte le caratteristiche di velocità e agilità di una scarpa da trail, abbinando quelle di una scarpa da escursione veloce. In autunno le condizioni cambiano repentinamente e gli appoggi sono meno sicuri. Dal terreno più scivoloso e smosso alla roccia bagnata, ecco il vero campo di battaglia di questo modello che risulta essere sempre versatile e adattivo. Massima impermeabilità e traspirabilità sono garantite dalla membrana in Gore-Tex. Il controllo è assicurato da un’ottima tenuta del piede e di supporto della caviglia, senza limitare l’agilità della nostra azione e meccanica di corsa/camminata, grazie alla presenza del Flex Collar, che permette il 20% in più di flessione posteriore della caviglia e un maggior comfort in discesa. Il grip è ai massimi livelli grazie alla suola Michelin con mescola Outdoor Compound, sviluppata per assicurare trazione e stabilità su terreni diversi e per consentire una rullata veloce dal tallone alla punta del piede.