DIEGO MABBONI – INTERVIEW

RED POINT, ROCK & ICE, CLIMBING VILLAGE
INTERVISTA DI DENIS PICCOLO DA THE PILL #24
www.climbingarco.it

CIAO DIEGO. DOVE NASCE L’IDEA DI APRIRE RED POINT?

Vivevo ad Ala, un piccolo paese della provincia di Trento e arrampicavo praticamente tutti i giorni. Spesso io e mio fratello ci allontanavamo per fare nuove esperienze; in pochissimo tempo mi innamorai di Arco e delle sue pareti. Dovevo assolutamente inventarmi un modo per trasferirmi e decisi di aprire il mio primo negozio, Red Point. Erano gli anni ‘90, ed ero un 19enne con il commercio nel DNA. In quel periodo le licenze non erano libere, ma riuscii a farmela cedere dal mio istruttore di sci. In poco tempo nacque il primo negozio sportivo con una metratura di circa 200 metri. La passione per il lavoro viaggiava alla stessa velocità della passione per l’attività outdoor e una sola realtà non ci bastava; abbiamo aperto Red Point 2, in centro città, Rock&Ice, un flag shop The North Face, un’altro Rock&Ice a Trento, un’altro ad Arco chiamato Climbing Village ed in questo momento stiamo aprendo, in collaborazione con un partner, il nostro settimo negozio a Cortina, sempre sotto il nome di Rock&Ice. A raccontartelo ora direi un bel percorso!

MA CHI E’ DIEGO MABBONI.

Ho iniziato ad arrampicare da ragazzino, a 14 anni, con mio fratello. Abbiamo scalato e arrampicato le vie del nostro paese, Ala, ispirandoci ad un climbing moderno, leggendo libri, riviste e sopratutto coltivando la nostra curiosità. Ad un certo punto mio fratello è partito militare; durante questo periodo ha fatto molte conoscenze che abbiamo condiviso e con cui abbiamo sviluppato una nuova visione della nostra passione. Abbiamo preso la decisione e la consapevolezza di chiodare tutte le vie disponibili del nostro paese, anche se a dir il vero la roccia non era un granché. Successivamente sono arrivate le gare di arrampicata, le gare di ghiaccio, la Coppa del Mondo ed i corsi guida. Quella che non si è mai esaurita è la voglia di creare nuovi itinerari e nuove falesie. Attualmente ne sto chiodando diverse contemporaneamente. Ad oggi abbiamo chiodato oltre 600 tiri, molti dei quali ad Arco. Credo che sia un bel numero.

COME MAI “RED POINT”

Molto semplice! Inizialmente lo volevo chiamare Rootpunt, termine climb tedesco. Certo, mi piaceva, e sicuramente mi aiutava con i turisti, ma era veramente impronunciabile! A quel punto abbiamo semplicemente tradotto: Red Point.

QUANTO E’ IMPORTANTE IL CONTATTO CON IL PUBBLICO?

E’ tutto per me. Il contatto con il cliente è una parte fondamentale del nostro lavoro, ci differenziamo dai grossi gruppi appunto per questo, gli facciamo annusare la nostra passione, la nostra esperienza, il nostro entusiasmo. Abbiamo investito moltissimo su competenza e formazione. Grazie ai nostri ragazzi siamo riusciti ad aprire più punti vendita, tutti di buon livello. Se vuoi andare ad arrampicare sullo Yosemite sappiamo consigliarti perché ci siamo andati! Ho sempre creduto di poter vendere e consigliare solo qualcosa di cui fossi a piena conoscenza. Il mio motto e che se conosco le cose le vendo altrimenti lascio perdere.

SECONDO QUALE CRITERIO SCEGLI I BRAND?

Sommando tutti i metri dei nostri negozi arriviamo circa a 1500 metri. Probabilmente non esiste una realtà come la nostra in tutta Italia. Abbiamo quindi spazio per molti brand ma con ogni azienda non cerchiamo il compro-vendo ma una collaborazione che va in profondità per ottenere alla fine il massimo risultato e una buona proposta per il consumatore finale.

QUALI SONO I BRAND CHE TI STANNO PIU’ A CUORE?

Moltissimi ed ognuno ha un suo perché. Patagonia è legata alla mia storia di climber ed è un brand che ritengo autentico. Marmot per affetto storico, The North Face per il progetto legato al nostro flag shop, Millet, Camp, ma anche marchi piccoli come Chillaz piuttosto che Edelrid o Aku per la qualità dei loro prodotti. Altri ancora come Scarpa, con cui stiamo facendo un progetto stupendo a Cortina con Francesco Favilli e Marco Campagna, due persone eccezionali con le quali sviluppare idee. Questo per farti capire che sposiamo le aziende a 360 gradi.

5% BOULTING E RE-BOULTING PROJECT.

Finalmente sta partendo questo progetto che ho in testa da molti anni, ispirato a 1% For The Planet di Patagonia. Nel mio ultimo viaggio in Sicilia ho visto con i miei occhi che ci sono moltissimi tiri non sicuri e usurati dal tempo, da qui l’idea di recuperare il 5% da varie attività per reinvestirli in acquisto di materiale da dare ai “giocatori” affinché possano ripristinare pareti pericolose, per una maggiore sicurezza di questo sport e di conseguenza un maggiore sviluppo. Ovviamente questi fondi sono destinati a tutta l’Italia e non solo alla Sicilia o alla Sardegna.

IL PUBBLICO CHE AMA VIVERE ATTIVITÀ ALL’ARIA APERTA E NELLA NATURA SI STA RINGIOVANENDO O È SOLO UNA SENSAZIONE ?

Domanda che capita a pennello. Sono reduce dai campionati italiani ad Arco, dove erano iscritti 600 bambini da tutta Italia, un bel segnale. Questo grazie anche e sopratutto alle palestre indoor nelle città che stanno facendo appassionare molta gente. Ma l’arrampicata indoor deve assolutamente sfociare nell’arrampicata su roccia, per poi diventare una motivazione a viaggiare e conoscere nuovi luoghi e incrociare nuove culture. Questo concetto lo ripeto tutti i giorni ai miei 4 figli.

ARCO E’ LA CAPITALE OUTDOOR IN ITALIA?

Mi sento di dire che non è solo la capitale dell’Italia ma del mondo, sopratutto in termini di arrampicata. Per farti un esempio numerico il campeggio di Arco ha il 70% di pubblico che è li per attività outdoor. Ma non basta, mi piacerebbe che ci fosse ancora più attenzione da parte dell’amministrazione nel valorizzare questa zona, realmente si potrebbe fare molto di più.

IL TUO SOGNO NEL CASSETTO?

Ci vorrebbe un’intera cassettiera. Il mio sogno principale è di riuscire sempre a fare ciò che mi piace e di trasmetterlo ai miei figli. Sono molto fortunato a lavorare nell’ambiente dove sono cresciuto.